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La Pineta, il Forum della Community di Palo del Colle

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galgi79 PALESE CONSIGLIERE

Registrato: 24/09/07 22:32 Messaggi: 470 Residenza: Roma
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Inviato: Gio Gen 10, 2008 12:52 am Oggetto: FALO' DI S. ANTONIO |
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Incuriosito dal proliferare di sagre e manifestazioni in questo periodo fra Natale e l’inizio della Quaresima, che hanno come protagonista il fuoco, mi sono documentato trascinato da vaghi ricordi della notte di’ fanov’ a Palo..Ricordo che da piccolo obbligavo mio padre a fare un giro con la 126 a vedere il lento crescere delle fanove sparse nel paese e soprattutto di quelle piu’ grandi di p.zza S. Rocco e p.zza S. Croce..Uno spettacolo, in quei giorni ogni trattore aveva al seguito un carrellino carico di fascine con i ragazzi felici a cavalcare il legname già immaginando la soddisfazione nel veder ardere il proprio falo’…E poi piu’ grande, a ricordar l’odore della legna bruciata in tutto il paese ed il fumo denso ma candido a sfidare i campanili delle chiese..Le vie del centro storico illuminate dalla calda luce delle fiamme e l’odor dei chenìedde, a bollire nei pentoloni e distribuiti nei bicchieri di carta (!!!) dalle anziane signore paffute e dalle guancie rosse dal calore del fuoco e dal vino rosso..
E poi salsiccia a volontà, una chitarra, quattro salti con gli amici e fino a tardi a guardar incantati la fanova del “proprio” quartiere..Una festa..Non mi dilungo ulteriormente nei ricordi per non tediarvi per darvi qualche informazione, qualche spiegazione a mio parere interessanti..
Mi chiedo il perché dei falo’…e magari anche dei chenìedde (fave e ceci cotti direttamente su grossi calderoni sul fuoco senza preventivo ammollo..)
LA STORIA.
Il 17 gennaio si festeggia Sant'Antonio Abate in tante città e paesi di Puglia e Basilicata..
Il santo, patriarca del monachesimo orientale vissuto tra il 250 e 336 d.C in Egitto e' ritenuto protettore degli animali tant’è che è raffigurato sempre in compagnia di un maiale forse perché da giovane faceva il porcaro oppure perché nel Medioevo rappresentava Satana.
Era noto come taumaturgo guarendo anche dall'Herpes Zoster, (infezione virale provocata dallo stesso virus della varicella e che ora comprendo perché si chiami comunemente fuoco di Sant'Antonio), che si curava anche con applicazioni di cotiche di maiale.
Nel Medioevo la Chiesa lo elevò al rango di protettore degli animali domestici e dei raccolti.
Nell'antica Roma la fine di gennaio era contrassegnata da ricorrenze e cerimonie atte a purificare gli uomini e gli animali, i campi, per propiziarsi gli dei affinché permettessero il regolare rinnovamento delle stagioni.
All'inizio della evangelizzazione, i riti pagani della benedizione dei campi sono trasmigrati nel cristianesimo ed ecco gli animali domestici benedetti sui sagrati delle chiese dedicate al santo (come avviene a Bari sotto al Fortino proprio il 17 gennaio !!). Sembra che il santo sia morto veramente il 17 gennaio trovandosi nelle vicinanze delle antiche feste pagane e, senza nesso reale, elevato a santo rurale. La facoltà di guarire l'herpes zoster è dovuta alla credenza (chiamiamola anche fede) che il santo avesse il dominio sul fuoco, poiché si racconta che sant'Antonio abbia rubato, con l'aiuto del suo maialino, il fuoco all'inferno. Si crede infatti che S. Antonio sia disceso agli inferi per contendere l’anima di alcuni morti al diavolo e mentre il suo maialino sgaiattolato dentro creava scompiglio fra i demoni, lui accese col fuoco infernale il suo bastone a ‘tau’ (il bastone degli eremiti) e lo portò fuori insieme al maialino recuperato e lo donò all’umanità, accendendo una catasta di legna.
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Per millenni e ancora oggi, si usa nei paesi accendere il giorno 17 gennaio, i cosiddetti “falò di s. Antonio”, che avevano una funzione purificatrice e fecondatrice, come tutti i fuochi che segnavano il passaggio dall’inverno alla imminente primavera. Le ceneri poi raccolte nei bracieri casalinghi di una volta, servivano a riscaldare la casa e con apposita campana fatta con listelli di legni per asciugare i panni umidi. In molte località italiane, al mattino si benedicono gli animali e si preparano cataste di legna che al tramonto si accendono, sempre in ricordo del famoso fuoco trafugato dal santo al demonio. E la gente cerca di portarsi a casa un po' di cenere o qualche resto di tizzone per preservare stalle e animali da eventuali sciagure.
Non ho trovato la spiegazione invece del mangiare i chenìedde e bere vino rosso..Ma credo che questo rientri nella voglia di festeggiare questo momento con cibi che un tempo rappresentavano l’unica fonte alimentare ampiamente disponibile in campagna durante il periodo della semina, aratura e trebbiatura dei cereali.
Mi piacerebbe che quest’anno molti di voi (se potete) rivivano queste emozioni..magari facendoci sognare con qualche foto suggestiva..!!
_________________ La ios..u' casoin.. |
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kimba


Registrato: 09/10/07 08:18 Messaggi: 254
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Inviato: Lun Gen 14, 2008 12:35 pm Oggetto: |
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io se sono a Palo e se posso... di solito un giretto tra le FANOVE lo faccio... sempre pronto ad accettare un piatto di K'NNIJAD e un buon bicchiere di vino...  _________________ mmòcc avvù!  |
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signormitari .


Registrato: 27/09/07 10:52 Messaggi: 32 Residenza: Palo Del COlle
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Inviato: Lun Gen 14, 2008 3:16 pm Oggetto: SING |
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Io non ci sono ..... :-( _________________ BUAN,
Signor Mitari |
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enzoliddi


Registrato: 25/09/07 14:41 Messaggi: 299 Residenza: Parco Auricarro
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Inviato: Mar Gen 15, 2008 1:12 am Oggetto: |
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Ragazzi dovrei esserci chiaramente con macchina fotografica al seguito
BUAN!!!!!!!!!!!!!!!!!!  |
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galgi79 PALESE CONSIGLIERE

Registrato: 24/09/07 22:32 Messaggi: 470 Residenza: Roma
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Inviato: Dom Gen 10, 2010 11:54 am Oggetto: FALO' 2010 |
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Ragazzi, si avvicina la notte dei Falo' di S. Antonio il 17 gennaio prossimo, accompagnata dalle manifestazioni previste per l'inizio del carnevale.
Abbiamo bisogno di un fotoreporter che possa rendere partecipi tutti i nostri amici, vicini e lontani della serata!
LA PINETA CHIAMA!
Potete contattarmi all'indirizzo mail:
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_________________ La ios..u' casoin.. |
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